Museum Security Network

Nel mirino dei predatori d'arte

RomagnaNOI – Lifestyle – Romagna – Nel mirino dei predatori d’arte.

Raddoppiano in Romagna i casi di furti di opere e beni culturali
rinvenuti dai carabinieri della Tutela patrimonio. Bersaglio dei
“ladri intellettuali” chiese e collezioni private

ROMAGNA – Lo si potrebbe chiamare “fascino dell’antico” se non fosse
per il reato commesso nell’intento di toccare con mano l’opera
conservata dietro la bacheca. Una passione per l’arte spesso oscurata
da quella per il denaro, che in Romagna, nel giro di un anno, ha fatto
lievitare i furti e le falsificazioni di beni culturali. Raddoppiati,
per la precisione, in tutte e tre le provincie romagnole di Ravenna,
Forlì-Cesena e Rimini. Nascosti dietro un lieve incremento regionale
(un aumento del 7% che dai 70 furti commessi nel 2009 è passato ai 75
del 2010) l’aumento dei reati in Romagna, e stato registrato dai
carabinieri della Tutela patrimonio culturale, ed è andato a
compensare un circostanziale livellamento negli altri capoluoghi della
Regione. E’ accaduto tra Forlì e Cesena, prima provincia nel nella
classifica romagnola, con il passaggio da 6 furti nel 2009 a 11 nel
2010. Incremento ancora maggiore per Ravenna, che dai 4 episodi di due
anni fa, si è ritrovata l’anno scorso con 10 denunce ai militari del
nucleo di Bologna. Nonostante il raddoppio, Rimini sembra essere
l’isola felice, limitandosi a soli3 casi a fronte dell’unico episodio
del 2009. Delle 48 persone denunciate, due casi si riferiscono a
Ravenna e altri due a Rimini.

Ma cosa finisce nel mirino dei predatori d’arte? Sono le chiese ad
essere sempre più bersagliate: 44 i furti in Regione, seguiti dai 29
in abitazioni private. Salvi o quasi musei, enti pubblici e privati,
con appena due casi. Questo spiega anche come mai cala il pregio
artistico e il valore commerciale dei beni sottratti e rivenduti,
spesso facilmente spacciati nei mercati di settore.

Accanto ai furti, la minaccia della contraffazione. Appena 40 nel 2009
le opere falsificate, contro le 2.635 sequestrate l’anno scorso.
Complessivamente un valore stimato sui 2.264.000 euro. Ben più alto
invece l’ammontare dei beni culturali “originali” sequestrati, pari a
5.809.100 euro, senza contare i beni archeologici, dal valore
difficilmente attribuibile.  Sono 285 i reperti archeologici
sequestrati e 709 le opere d’arte recuperate, tra dipinti,
ebanisteria, beni archivistici e librari; proprio di quest’ultima
categoria fa parte il recupero del volume del XVI secolo “Compendium
de plantis omnibus” sottratto alla biblioteca Classense di Ravenna
oltre 30 anni fa.

Ma gli episodi riportati nelle pagine della cronaca di fine decennio
si snodano in tutta la Romagna. Come il caso del collezionista
forlivese che lo scorso febbraio acquistò per 80mila euro dall’ex
direttore dell’accademia d’arte di Montecatini, un Guttuso poi
risultato rubato perché di proprietà della stessa accademia. Oppure le
sei tele di Enzo Berardi scomparse lo scorso luglio dalla scuola di
pittura “Umberto Folli” di Miramare. O ancora il furgone fermato in
A14 stipato di decine di dipinti del ‘600-‘700 del valore di circa 150
mila euro, rubate a un antiquario forlivese.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.