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Beni culturali/ Boom di falsi sequestrati, crescono illeciti via web

Scendono gli scavi clandestini accertati (-20,6 per cento) e i furti di opere d’arte ( -7,4 per cento circa) ma la contraffazione dei beni culturali continua a essere un fenomeno persistente. Tanto da aver fatto registrare nell’anno appena trascorso un vero e proprio exploit nei sequestri: + 275 per cento. Un campanello d’allarme, insieme alla vera “emergenza” degli ultimi anni: la crescita del mercato illecito via web. È la fotografia scattata dal rapporto dei carabinieri Tutela patrimonio culturale sull’attività svolta nel 2010. Un dossier che evidenza le nuove tendenze del crimine legato ai beni culturali, sempre più globalizzato e inserito nei circuiti informatici. Valga, a titolo di esempio, i 91.409 beni di vario individuati e sequestrati monitorando siti specializzati e di importanti case d’aste straniere. Monete (40.644) e reperti archeologici, soprattutto, ma anche documenti d’archivio (8.741). Pezzi appetibili a collezionisti spesso incuranti o del tutto ignari delle conseguenze penali di un acquisto “disinvolto”. Come mostra l’identikit che emerge dalle operazioni dei militari: nel 77 per cento dei casi, a risultare coinvolti sono stati liberi professionisti, seguiti da impiegati nel dieci per cento dei casi. La contraffazione continua comunque a restare il piatto forte degli illeciti, grazie ai facili guadagni che consente. Nell’anno appena trascorso i sequestri di falsi sono quasi quadruplicati: 5563 in tutto, per un valore di 124 milioni di euro, contro i 1483 del 2009. A essere interessata è soprattutto l’arte contemporanea, dalla scultura alla pittura alla grafica.

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