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AGI News On – MAFIE: DNA, CRESCE INTERESSE PER MERCATO ILLEGALE ARTE

AGI News On – MAFIE: DNA, CRESCE INTERESSE PER MERCATO ILLEGALE ARTE.

(AGI) – Roma, 9 mar. – “L’interesse della criminalita’ organizzata per il mondo illegale dell’arte e’ in costante crescita. Si tratta infatti di un settore estremamente lucroso, che puo’ costituire un agevole canale di riciclaggio, oltre tutto con rischi giudiziari molto contenuti”. A denunciarlo e’ l’ultima relazione annuale della Dna, secondo cui le organizzazioni operranti nel settore, forti di “varie ‘professionalita’, anche altamente specializzate” hanno sempre di piu’ “una proiezione internazionale, considerato che il valore di un’opera d’arte nei mercati stranieri, soprattutto Usa e Giappone, e’ enormemente superiore rispetto al valore attribuitole dal mercato interno”. La “filiera” criminale – si legge nel rapporto – comprende innanzitutto “coloro che si occupano del saccheggio sistematico delle zone archeologiche, o del furto di opere d’arte (che richiede adeguata preparazione, sia per comprendere il valore dell’opera sia per non danneggiare il reperto sottratto). Le opere devono poi essere valorizzate attraverso sapienti consulenze, pertanto il ‘collettore’ si avvale di soggetti addetti all’eventuale restauro dell’opera e di esperti che ne documentano il valore. La commercializzazione si attua con meccanismi di riciclaggio, attraverso case d’asta che effettuano operazioni di vendita e compera fittizie in quanto articolate tra gli stessi associati e destinate unicamente a fissare il prezzo dell’opera, o attraverso mediatori inseriti nel circuito dell’esportazione clandestina e in grado di relazionarsi con i mercanti d’arte che operano in ambito internazionale”. Se poi ci si riferisce al traffico delle opere contraffatte, “l’organizzazione criminale deve avvalersi anche di soggetti dotati delle capacita’ tecniche per eseguire la falsificazione nonche’ di soggetti deputati a predisporre una falsa documentazione attestante l’autenticita’ dell’opera”. Le inchieste degli ultimi anni hanno evidenziato come tra gli acquirenti di importantissime opere trafugate o illegalmente esportate “figurassero prestigiosi musei, case d’asta ed altre istituzioni che operavano gli acquisiti pur essendo pienamente consapevoli della illecita provenienza”. Tra i casi piu’ clamorosi, la Dna ricorda quello della Nativita’ del Caravaggio, rubata nel 1969 dall’oratorio di San Lorenzo di Palermo, mai recuperato ed inserito nella lista dei 10 capolavori piu’ ricercati nel mondo: “secondo alcuni collaboratori (da ultimo anche secondo Gaspare Spatuzza) l’opera sarebbe andata distrutta, secondo altri sarebbe ancora integra e verrebbe esposta come simbolo di potere durante i summit mafiosi”.

 

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